Facebook, al via un piano contro le bufale

Per quanto siano in minoranza, le notizie false che vengono veicolate su Facebook trovano un’ampia cassa di risonanza. Per questo motivo Zuckerberg come aveva già anticipato qualche tempo fa, sta oggi sviluppando qualche idea per contrastarle approntando ulteriori modifiche ai sistemi del social network.

Dopo aver ricevuto delle accuse che l’hanno caricata di responsabilità rispetto alla campagna elettorale statunitense che ha portato alla vittoria inattesa del candidato Donald Trump , Il problema della virulenza delle notizie false e propagandistiche online, ha continuato a tenere banco e Facebook, è coinvolta anche finanziariamente, data la capacità di queste news di attirare click e quindi visualizzazioni e conseguenti introiti pubblicitari.
I media hanno infatti continuato a raccontare come la diffusione di bufale e notizie false abbia probabilmente finito per influenzare le elezioni politiche anche in altri paesi, tra cui Indonesia e Filippine: qui alcuni leader politici sono stati costretti a rispondere alle calunnie che, circolando online, hanno rischiato di  compromettere la loro immagine.

Contemporaneamente anche l’Oxford Dictionary ha eletto parola dell’anno “post truth” (post verità), segno che l’intera comunicazione né è permeata, e proprio questa settimana Buzzfeed ha verificato che i contenuti più condivisi su Facebook le ultime settimane sono false; notizie pro-Trump, tra cui diverse di quelle prodotte dall’autore che afferma di guadagnare da questo business di bufale circa 10mila dollari al mese.

Zuckerberg è così dovuto tornare sull’argomento per la seconda volta in pochi giorni, dichiarando di non avere un vero e proprio vaccino anti-bufale, in quanto si tratta di un problema complicato, sia tecnicamente che filosoficamente.

Zuckerberg afferma poi di star lavorando a nuovi strumenti per individuare automaticamente la disinformazione e per far segnalare agli utenti le notizie false.

Oltre a tagliare l’advertising agli autori riconosciuti di bufale, come promesso nelle settimane scorse insieme a Google, Facebook sta prendendo in considerazione l’ipotesi di contrassegnare le notizie già segnalate e sta avviando collaborazioni con giornalisti e organizzazioni di fact-checking per cercare di dotare il social network di strumenti di verifiche.