Perché un contenuto diventa virale?

Da quando i Social Media sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana, ci si chiede perché un contenuto diventi virale.

Questo articolo intende chiarire in maniera precisa puntuale e se così si può dire, scientifica perché e come un contenuto si diffonda sui Social Network.

Che tipi di contenuti diventano virali più facilmente? Quanto conta la presenza di un’immagine? Esiste una lunghezza ideale? Che impatto ha la presenza di un influencer? Esiste un giorno più adatto per pubblicare un articolo? E se volessimo che la condivisione si protraesse anche nelle settimane successive alla pubblicazione?

Noah Kagan di OkDork, autore della ricerca che qui vi presenteremo, ha ottenuto la risposta a queste domande grazie alla piattaforma BuzzSumo, che consente di ottenere dati relativi ai contenuti più condivisi sui Social Media.

Noah ha analizzato oltre 100 milioni di articoli pubblicati su Internet negli ultimi 8 mesi, e grazie alle statistiche delle condivisioni e all’analisi dei contenuti, ha compreso per quale motivo un contenuto diventi virale e viene condiviso più volte sui vari social network.

Chiaro è che un fattore indispensabile sia la qualità del contenuto, ma al di là di questo di seguito vedremo quanto è emerso da quest’analisi.

  • I contenuti lunghi vengono condivisi più di quelli brevi

È noto a tutti come la maggioranza degli utenti dei Social Media condividano contenuti che fanno ridere, o che emozionino con immagini e video. Ciò fa si però che il web sia ormai saturo, dando così meno spazio a contenuti approfonditi e di qualità.

Un consiglio utile in tal senso è quello di puntare ad articoli di almeno 2.000 parole.

  • Le immagini aumentano la condivisione su Facebook e Twitter

Inserire almeno una foto in ogni post e utilizzare i social meta-tag può essere determinante per la visibilità e il raggiungimento del doppio di utenti rispetto a post privi di questi due elementi.

  • Stimolare stupore, risate e divertimento

Da un’ampia analisi dei 10.000 articoli più condivisi sul web, sono state attentamente mappate le emozioni veicolate. Le più presenti sono: lo stupore, le risate e il divertimento. Il perché lo rivela il New York Times; sembrerebbe infatti che i motivi per cui le persone condividono un contenuto siano i seguenti: 1) offrire agli altri contenuti di valore e divertenti; 2) differenziarsi dagli altri, definendo se stessi; 3) coltivare le relazioni rimanendo in contatto con gli altri; 4) diffondere le cause in cui credono.

  • Condividere liste e infografiche

Tra i contenuti che si diffondono facilmente sui Social Network ci sono poi gli articoli “Perché”; quelli che rispondono ad una domanda, che cominciano con “Cosa…”. gli articoli “Come…” (i cosiddetti “how to”) e infine i video che ci aspetteremmo di trovare ai primi posti.

  • Dieci è il numero magico per gli elenchi

Il perchè è misterioso, ma le liste con un numero di punti diverso da dieci non ottengono lo stesso successo. Il numero più utilizzato dopo il 10 è il 23, ma il 10 comunque ottiene il quadruplo delle condivisioni.

  • Più c’è fiducia più aumenta la condivisione

La fonte, le referenze garantiscono l’affidabilità del contenuto. Le persone hanno bisogno di conoscere l’origine delle affermazioni o degli argomenti proposti; sembra però che su Facebook questo non abbia praticamente alcun impatto, mentre fa una grande differenza su Google+, Twitter e LinkedIn. Cosa abbastanza prevedibile dato il diverso tipo di pubblico e di obiettivi di chi frequenta questi social network.

  • Gli influencer hanno un effetto moltiplicativo

Un suggerimento che possiamo dare secondo quanto è emerso dall’indagine in esame, è quello di includere persone influenti nei vostri contenuti per migliorarne significativamente il livello di condivisione.  Come influencer vengono definiti gli utenti Twitter che hanno una media di Retweet pari a 2,0. Dall’analisi emerge che è sufficiente avere un retweet da parte di un influencer e questo aumenta del 31,8% la condivisione sui Social Media.

È possibile chiedere loro ad esempio, di poter inserire una citazione all’interno del vostro articolo, chiedendo la loro opinione o un feedback su un’idea, mettendo un mi piace su quanto hanno scritto sul vostro argomento. Oppure, in maniera diretta, intervistarli direttamente. Condivideranno sicuramente il vostro articolo e avrete molte più possibilità che diventi virale.

  • Rilanciare vecchi contenuti

L’effetto condivisione dei contenuti, dura generalmente pochissimi giorni e ripubblicare vecchi contenuti sui Social Media è utile perché fornisce un servizio utile a chi non è riuscito a trovarli nel momento in cui li abbiamo pubblicati. Diversamente se i contenuti vengono ripresi dopo qualche settimana e ricondivisi sui Social Media, l’effetto condivisione riprende. Ovviamente i contenuti devono essere “evergreen”.

  • Il martedì è il giorno migliore per la condivisione

Secondo i dati trovati a livello mondiale ed in lingua inglese, l’inizio della settimana è sempre il più favorevole per la condivisione sui Social Media. Forse perché le persone iniziano la settimana lavorativa, trovandosi quindi in ufficio, al computer, hanno bisogno di distrarsi e informarsi. Il martedì sembra proprio essere il giorno della condivisione per la maggior parte dei Social, fatta eccezione per LinkedIn e Pinterest, in cui il giorno migliore è il lunedì.

È però consigliabile verificate singolarmente qual è il giorno di maggior reattività della vostra fan base con le statistiche e gli insight e trovate il giorno migliore per postare sui vari Social Network.