É noto a tutti come nel linguaggio di questa nostra epoca, ed in generale la comunicazione si sia nettamente allontanata dalla tradizione, basandosi su concetti diversi, spesso privi di legami alfanumerici.

Il caso più eclatante è quello delle emoticon o emoj (faccine usate per le chat e i social network) , ormai presenti ovunque nel nostro comunicare quotidiano.

Qualche settimana fa, tre ricercatori italiani hanno tradotto Pinocchio in emoji; anche  il quotidiano The Guardian lo scorso anno ha sperimentato la traduzione del discorso sullo Stato dell’Unione di Barack Obama, e infine ricordiamo il caso dell’artista cinese Xu Bing che è  riuscito a “scrivere” un intero romanzo direttamente in emoji dal titolo ‘Una storia senza parole’.

A tal proposito in questi giorni la nostra attenzione si focalizza uno dei testi più popolari e più tradotti al mondo, che per avvicinare i giovanissimi alla religione  viene raccontato proprio con le emoji. Stiamo parlando della “Bibbia”.

Il risultato dell’esperimento è un libro di 3300 pagine che ha come sottotitolo ‘Le Scritture per i Millenials’, cioè i ragazzi nati dagli anni Ottanta in poi.

Uno degli autori del progetto spiega al Guardian: “Volevo rendere simile un versetto della Bibbia ad un tweet, contraendo i caratteri. Penso che tra 100 anni un testo in emoji resisterà”, La Bibbia in emoji è disponibile su iTunes e su Twitter.