La Sharing Economy (economia collaborativa) che in questi ultimi anni sta sempre più prendendo piede, come fenomeno sociale oltre che come fenomeno di new economy, è strettamente legata al comportamento collettivo che riporta il valore della collaborazione nella pratica della cooperazione.

Si tratta nello specifico, di un modo per integrare e ridistribuire socialità, al di fuori della categorizzazione della natura specifica di un’organizzazione.

Diversi sono i progetti nati in Italia in questi ultimi anni, che hanno sposato questa filosofia e che nel loro piccolo, lavorano quotidianamente con l’obiettivo di vivere e di far vivere gli altri in un mondo migliore.

É inoltre sempre più diffusa, una maggiore attenzione e riconfigurazione delle necessità primarie su come alimentarsi, spostarsi, avere un alloggio o un’attività di lavoro in termini di sostenibilità e di attenzione al beneficio della collettività.

Di seguito riportiamo alcuni progetti nati da questa filosofia :

Farm Cultural Park di Favara, Casa Netural di Matera, ed Ex Fadda vicino Brindisi, che costruiscono ogni giorno comunità ispirate alla collaborazione, alla convivenza e alla cooperazione, realizzando, promuovendo ed innovando territori spesso considerati difficili e isolati.

Ricordiamo inoltre L’Alveare che dice sì, che sta creando una rete di distribuzione user generated di alimenti sani tramite un rapporto diretto con i produttori locali;

Co-housing di San Giorgio che da tempo sta promuovendo i vantaggi del co-living. Spazi, luoghi e non luoghi nei quali nascono e crescono movimenti di idee sul futuro.

Infine ricordiamo Bla Bla car un’app che ha introdotto un nuovo modo di viaggiare. Quest’ultima nasce con la finalità di organizzare gli spostamenti condividendo le spese tra compagni di viaggio, che nella stessa data e ora devono recarsi nello stesso posto, ottimizzando quindi l’utilizzo delle auto e ridurre l’impatto.

Questo e molto altro è quanto sta accadendo in Italia oggi.